É partita la nuova spedizione dell’Università di Pavia nell’Atlantico. Obiettivo: studiare valli a 5000m di profondità

Un team di ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Pavia è partito venerdì scorso dal porto di Le Havre, in Francia, per una spedizione nell’Oceano Atlantico, in particolare nella zona di frattura Charlie-Gibbs, tra le Azzorre e l’Islanda. La missione – condotta in collaborazione con l’Accademia russa delle scienze e finanziata dal MIUR e dal CNR – intende studiare le zone oceaniche “megatransformi”, ovvero quelle valli lunghe centinaia di chilometri, a 5000 metri di profondità, che tagliano trasversalmente le dorsali (le catene di vulcani al centro degli oceani).

«Vogliamo capire perché si formano e se sono regolate dalla composizione del mantello» ha spiegato il geologo Alessio Sanfilippo, a capo delle operazioni di campionamento del materiale roccioso che verrà dragato dal fondale. Il gruppo di ricerca a bordo della nave oceanografica Akademik Nikolay Strakhov è composto anche dagli assegnisti unipv Carlotta Ferrando e Valentin Basch e dalla dottoranda Camilla Sani. Il team rientrerà il prossimo 24 ottobre a Danzica, Polonia.

LA ZONA DI FRATTURA CHARLIE-GIBBS

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[Immagine in alto da vesselfinder.com]

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