#VotoFuoriSede l’appello degli studenti al Parlamento

Trovare una soluzione per il voto degli studenti fuorisede. E’ l’appello lanciato dall’Unione degli Universitari al Parlamento. Nella lettera pubblicata ieri sull’Huffington Post Elisa Marchetti – coordinatrice nazionale UdU, spiega come nelle ultime settimane la politica italiana abbia intensificato la discussione sul sistema elettorale, anche dopo la sentenza della Corte Costituzionale di fine gennaio sull’Italicum, dimenticando però un tema molto sentito negli atenei.

«Gli universitari fuorisede spesso rinunciano a esercitare il proprio diritto di voto perché i tempi di vita o i costi dei trasporti non lo consentono (…) Non si tratta di meccanismi impossibili da attuare: il voto anticipato e le forme di voto per corrispondenza sono diffuse in tutto il mondo e garantiscono alla più ampia platea di elettori la possibilità di partecipare; d’altronde, l’Italia stessa prevede il voto per corrispondenza per i cittadini che si trovano anche solo temporaneamente all’estero per motivi di studio o di lavoro».

Non è la prima volta che gli studenti universitari accendono i riflettori su questo problema poiché ciclicamente si ripropone ad ogni chiamata alle urne.

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Risale al gennaio 2013 la mobilitazione degli studenti all’estero con programmi di scambio internazionale per la possibilità di esprimere il diritto di voto senza dover tornare nel luogo di residenza. In questo caso si è dovuto attendere due anni esatti per l’approvazione di un emendamento che permettesse agli Erasmus di votare tramite posta (di fatto in vigore dal 1° luglio 2016).

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