Vivere a spese degli altri, dalla biologia alla società.

Vivere a spese degli altri può essere moralmente discutibile ma, bene o male che sia, oltre la metà delle specie viventi ha optato per questo stile di vita. E’ di “parassitismo” che si è parlato lo scorso 14 novembre a Scienze della Terra con la biologa Claudia Bordese, autrice del volume “Vivere a spese degli altri” (Blu edizioni, 2009).

Che sia per un periodo limitato, per un semplice caso, o finché morte non li separi, per il parassita l’insostituibile nicchia ecologica è un altro organismo vivente. Chi vive a spese degli altri subisce una serie di profondi adattamenti: deve agganciare il suo ospite, adeguarsi ai suoi ritmi, rinunciare alla propria indipendenza, accettare situazioni estreme ogni qualvolta la situazione lo richieda. Nel suo significato sociologico, il parassitismo è il comportamento e l’agire di chi, all’interno di un gruppo o in generale della società, vive a spese degli elementi produttivi.

Un universo trasversale non solo alle scienze naturali e mediche ma anche a quelle economiche e sociali, con un enorme impatto sulle attività dell’uomo. «Oggi si tiene troppo distante la scienza dalla società – ha aggiunto Claudia Bordese – e questi due saperi fin dall’inizio del ‘900 sono stati incautamente separati, per cui, o si è un uomo di scienza, o si è un letterato, mentre a mio avviso dovrebbero andare a braccetto, perché una può aiutarci ad interpretare l’altra».

BC

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