“Una progettazione in tutti i Sensi”, Palazzo San Felice visto dagli studenti

«Le regole dell’accessibilità, concepita come sistema fisico-ambientale e comunicativo, definiscono i criteri di un modo di progettare e diventano un paradigma il cui presupposto è la progettazione a beneficio di tutti». All’interno di queste coordinate, il progetto vincitore del concorso di idee legato alla Winter school in Accessibility – promossa dall’Università di Pavia e ThyssenKrupp Encasa – ha scelto come punto di partenza e perno delle successive fasi progettuali la valorizzazione degli aspetti fisico-naturalistici e motorio-sensoriali degli spazi.

Oggetto degli interventi: Palazzo San Felice, sede del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’ateneo pavese.

«Il filo conduttore è la lettura dell’edificio in termini di accessibilità non solo per utenti con disabilità motorie, ma estesa all’accezione globale di miglioramento e rinnovamento degli spazi per ogni tipologia di utenza possibile» si legge nella relazione del progetto coordinato da Isa Alovisi, studentessa del Politecnico di Torino «sono state infatti studiate soluzioni che permettono di superare altre criticità quali l’orientamento, l’ipovedenza o altre difficoltà percettive».

Il gruppo di lavoro, contestualmente ai sopralluoghi e ai rilievi, ha raccolto anche le opinioni di 94 studenti e 6 docenti che hanno fatto emergere «la mancanza di aree comuni fruibili da tutti, oltre alle difficoltà di superamento dei dislivelli presenti».

La riprogettazione di Palazzo San Felice, secondo il concept premiato lo scorso 5 marzo in aula Foscolo, oltre all’abbattimento di tutte le barriere architettoniche, propone anche un dehor con copertura in vetro e acciaio nel cortile est (immagine a sinistra), un info-point all’ingresso principale e un giardino multisensoriale nel cortile centrale (immagine in alto a destra) con installazioni artistiche, piante e diverse pavimentazioni.

AT

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