“Se non son matti…” la conferenza in aula ‘400

“Sanità mentale e società: contatti tra passato e futuro” questo il titolo dell’iniziativa “Se non son matti… son da legare” organizzata martedì scorso dagli studenti di medicina del Gruppo Kos con l’intento di illustrare i risultati dell’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale della XVI legislatura – commentati dal Senatore Daniele Bosone – e di presentare i progetti sviluppati in merito.

Il quadro generale sugli ospedali psichiatrici, i detenuti e la loro riabilitazione non è dei migliori. Per le limitate risorse territoriali, lo scarso utilizzo dei Centri di salute mentale (CSM), i pregiudizi, ma soprattutto per l’impronta negativa degli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) che curavano i pazienti abusando di contenzioni fisiche e con trattamenti farmacologici in condizioni poco dignitose.

A Trento invece qualcuno ha invertito la rotta utilizzando il supporto riabilitativo psico-sociale ed i percorsi di recupero individuali. Si parla di nuove figure denominate ‘Utenti famigliari esperti’, ovvero persone che hanno affrontato in prima persona o in famiglia questioni di disagi mentali. Un progetto, quello degli UFE, che nasce nel 2000 e che si basa sulla trasmissione della propria esperienza, condividendola e generando l’unione dei saperi per aiutare il prossimo.

«È la nostra piccola realtà visionaria, una delle esperienze più curiose ed interessanti che mette al centro l’individuo, la persona e non l’utente psichiatrico» ha detto Renzo De Stefani, direttore del Servizio di salute mentale di Trento, presentando “La casa del Sole”, una struttura nata secondo l’idea del ‘fare assieme’ e della wellfare community.

Un clima molto variopinto all’interno dell’Aula del ‘400 dell’Università di Pavia: «Vado incontro a loro col cuore, sono tutti miei figli», «questo lavoro mi ha cambiato la vita, mi ha fatto capire di essere di nuovo utile, di poter aiutare qualcuno nel mio piccolo» affermano i professionisti UFE. Anche gli interventi del pubblico non sono mancati, con richieste di consigli ed indicazioni per la creazione di strutture riabilitative territoriali.

E risulta comune lo spirito dei relatori: «nonostante la criticità del contesto italiano, immaginiamo un futuro positivo, che veda la chiusura degli ultimi OPG entro giugno 2013».

FC IC

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