Le ultime dai laboratori di ricerca dell’Università di Pavia

ENERGIA ELETTRICA DAL RISO

Accendere la luce di faretti e lampioni grazie all’energia prodotta dalle piante. E’ l’idea di un gruppo di botanici e ingegneri dell’Università di Pavia che è stata selezionata tra i finalisti del programma Next Energy promosso da Fondazione Cariplo e Terna. Il procedimento lo ha spiegato la Prof.ssa Silvia Assini all’Huffpost: «E’ possibile ricavare energia dal riso, così come dalle altre piante, in quanto gli zuccheri prodotti nelle foglie, attraverso la fotosintesi clorofilliana, sono trasportati nelle radici e da queste liberati nel terreno. Intorno alle radici vivono batteri in grado di decomporre tali zuccheri liberando protoni ed elettroni che possono essere catturati immettendo un anodo e un catodo nell’ambiente di coltura del riso o della pianta utilizzata. Si genera quindi una tensione che può essere sfruttata per alimentare punti luce».

L’ORIGINE DEI NATIVI AMERICANI

Il sequenziamento del DNA estratto da reperti risalenti a migliaia di anni fa, in particolare di epoca pre-colombiana, ha permesso di ottenere stime più precise riguardo al popolamento delle Americhe. I risultati mostrano che i primi gruppi di nativi arrivarono in Nord America dall’Asia circa 13-18mila anni fa attraverso il corridoio di terra chiamato Beringia, che connetteva la Siberia orientale con l’Alaska. Queste popolazioni migrarono poi rapidamente verso sud, lungo la Costa Pacifica, fino ad arrivare alla Terra del Fuoco. Lo studio internazionale, a cui hanno preso parte due ricercatori del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell’Università di Pavia, è stato pubblicato sulla rivista PNAS – Proceeding of the National Academy of Science a fine febbraio. «La costa nord-occidentale del Nord America è sicuramente l’area più interessante da analizzare per uno studio dettagliato sull’intero genoma dei Nativi Americani – spiega il Prof. Alessandro Achilli – perché la migrazione lungo la Costa Pacifica è stata sicuramente quella che maggiormente ha contribuito al primo popolamento delle Americhe.»

UN SOFTWARE CONTRO I TUMORI

Ottenere un profilo dettagliato delle mutazioni genetiche delle cellule tumorali, comprese le più rare, attraverso l’analisi dei dati inseriti dai biologi e dai medici sulla piattaforma cloud dedicata. E’ l’obiettivo del programma messo a punto da EnGenome, spin-off dell’Università di Pavia, che fonde l’intelligenza artificiale alla bioinformatica. Questo sistema, spiegano gli ideatori all’agenzia Ansa «è stato validato su dieci geni coinvolti nei tumori del sangue e ha dimostrato un’accuratezza superiore al 99% , ma le sue capacità sono universali e possono essere utilizzate per identificare mutazioni genetiche in ogni tipo di tumore». Il software inventato nei laboratori pavesi ha vinto di recente il Novartis Oncology Award come miglior progetto biotech italiano.

AT