La narrazione delle nostre lingue

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Incentivare la scrittura di Autobiografie linguistiche – racconti attraverso i quali si espone la propria esperienza di contatto e apprendimento di una lingua – con lo scopo di favorire l’interculturalità e l’arricchimento conseguente alla prossimità con tradizioni (linguistiche e culturali) diverse dalla propria. E’ l’obiettivo del progetto europeo “Pluri-la” al centro del convegno organizzato lo scorso 22 febbraio al Broletto e patrocinato dall’Università di Pavia.

L’elaborazione di un’autobiografia linguistica non può essere pensata separatamente da un percorso di formazione, ed è proprio sulla formazione che bisogna insistere, a partire già dalle classi elementari. Coinvolti nel progetto infatti non sono soltanto studenti e docenti universitari ma anche gruppi scolastici, che tramite una «riflessione guidata sull’apprendimento dei loro linguaggi» sono in grado di ricostruire gli aspetti salienti dell’approccio ad un’altra cultura.

Tanti gli esempi e le metodologie raccontate dagli operatori dei sette Paesi europei coinvolti (provenienti da città Lisbona, Bacau, Uppsala, Londra, Grenoble) che dimostrano quanto la scrittura di queste autobiografie sia utile ai fini dell’apprendimento e dell’auto-riflessione, partendo dal motto «The more you share, the more you get».

GM

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