La conferenza in aula Magna contro i falsi miti e le bufale della storia

bufavoleForse il medioevo è meno oscuro di quanto si pensi. Lo racconta Alessandro Barbero, docente di Storia medievale all’Università del Piemonte orientale ed esperto di divulgazione scientifica in tv, durante il primo incontro di “Bufavole”, il ciclo di conferenze contro la cattiva informazione promosso dall’Associazione Dottorandi Pavesi.

Ma cosa sono le bufavole? Sono le dicerie, i falsi miti, le idee entrate nell’immaginario collettivo ma che sono solo frutto di disinformazione. E la storia medievale ne è ricchissima.

Durante la conferenza organizzata lo scorso 19 febbraio in aula Magna, Barbero ha raccontato che durante il risorgimento molti giuristi erano pagati per elogiare il nascente modello di Stato, e nel farlo, spesso cercavano di mettere in cattiva luce il modello medievale, a volte, lavorando anche di fantasia!

Non è vero, ad esempio, che nel medioevo si aspettava la fine del mondo nell’anno 1000: «nessun testo ne parla – ha detto il docente – anzi, ci sono prove che la vita scorreva tranquilla anche il 31 dicembre del 999».

Altra bufavola è il famigerato ius primae noctis, ovvero il diritto del signore feudale di trascorrere la prima notte di nozze con le mogli dei propri sudditi, molto amato da cinema e letteratura. La leggenda nasce nel rinascimento per “nobilitare” molte rivolte contadine scaturite in realtà da crescenti vessazioni economiche.

Il ciclo di conferenze dell’Associazione dei dottorandi (pagina Facebook) prosegue mercoledì 8 aprile 2015 con l’incontro dal titolo “L’ho letto sul giornale, ma sarà vero? Strumenti informatici contro la disinformazione nei media”. Il giornalista e blogger Paolo Attivissimo tratterà delle bufavole moderne, e del rapporto tra i media e l’attendibilità delle notizie.

RB

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