Diritto allo studio, decreto rinviato. La mobilitazione continua

La Conferenza Stato-Regioni, nella seduta odierna, ha rinviato al prossimo 21 febbraio il testo del decreto ministeriale che riformulerebbe «i livelli essenziali delle prestazioni e dei requisiti di eleggibilità per il diritto allo studio universitario».

Il provvedimento, previsto da uno degli ultimi decreti attuativi della Legge 240/10 (dl 68 del 29/3/2012), andrebbe ad abbassare la soglia massima di reddito per poter presentare domanda e raddoppierebbe il numero di crediti necessari per ottenere una borsa.

Secondo il Ministro Francesco Profumo ci sarebbe però stata «una cattiva interpretazione» delle misure e, a proposito delle critiche sui possibili tagli, il decreto assicura «più risorse al diritto allo studio» aumentando le borse dalle attuali 115 mila a 140 mila. «Guarderemo con particolare attenzione – ha aggiunto il titolare del MIUR – ai fuorisede e agli studenti che hanno fatto un percorso all’estero».

Nel nuovo testo, inoltre, i governatori hanno chiesto di rivedere il meccanismo dei requisiti di reddito con soglie diverse in base all’area geografica: ogni Regione potrà scegliere uno dei tre scaglioni Isee.

«La mobilitazione ora continua fino alla prossima conferenza» ha commentato Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari.

A Pavia i rappresentati del Coordinamento/UdU hanno lanciato un appello al Rettore e al Presidente dell’Edisu per «la tutela e la salvaguardia del Diritto allo Studio». «Abbiamo deciso di essere rappresentanti degli studenti fino in fondo – scrivono nel documento – e stare in mezzo a loro nell’Ateneo e nei collegi EDiSU, nei quali abbiamo indetto assemblee a partire da ieri per spiegare loro cosa sta accadendo». (Foto da Twitter)

 

(Aggiornato 7/2/2013 ore 19:03)

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