Dacia Maraini premiata in Università, l’intervista

“Fervida e lucida protagonista della cultura letteraria del secondo Novecento, scrittrice tra le più tradotte e riconosciute nel panorama internazionale, Dacia Maraini ha praticato molti generi passando brillantemente e con attività molto densa: dalla narrazione al teatro, dalla poesia alle inchieste giornalistiche e alla saggistica”. Con questa motivazione la scrittrice fiorentina ha ricevuto lo scorso 19 novembre il Premio Angelini 2012. Il riconoscimento, istituito dal Lions Club Pavia “Le Torri” in collaborazione con l’Università, intende ricordare la figura e l’opera di Cesare Angelini sacerdote letterato, critico, artista e rettore del Collegio Borromeo.

«Mi sento un po’ commossa e anche un po’ intimorita – ha esordito la scrittrice di fronte a un’aula Foscolo gremita – perchè per me, fin da piccola, le università erano dei luoghi sacri. Forse, lo scrittore segue delle strade che qualche volta confliggono con l’idea dell’Accademia: l’istituzione dove la cultura viene istituzionalizzata». Dacia Maraini ha ricordato la sua esperienza al Politecnico di Zurigo come docente di Letteratura italiana e parlando dell’impegno dello scrittore ha detto «il linguaggio non è separato dalla società e l’impegno linguistico diventa anche sociale e politico . La lingua – ha aggiunto – è un organismo vivente che si modifica e si trasforma in continuazione. Mantenere un rapporto fra la convenzione linguistica e la novità è la parte più difficile dello scrittore, però questa diventa la sua competenza». [Ascolta l’intervista]

Dal 1987 a oggi, a ricevere il premio Angelini sono state autorevoli personalità della cultura italiana: da Alberto Arbasino (primo vincitore) a Indro Montanelli, da Giovanni Nencioni a Gianfranco Ravasi, dal rabbino Elio Toaff a Claudio Magris, da Antonio Padoa Schioppa a Nadia Fusini, vincitrice dell’edizione 2011.

AT

(Aggiornato 20/11/2012)

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